
Copresidente del Gruppo
"Unione per l'Europa delle nazioni"
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Capo Delegazione di An Parlamento Europeo
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Cristiana Muscardini, presidente del gruppo Unione per l’Europa delle Nazioni ha commentato con soddisfazione l’ingresso di nuovi deputati tra cui quattro della Lega e sei parlamentari polacchi: tutti i nuovi aderenti hanno sottoscritto la carta costitutiva del Gruppo, nella quale si esprime la condivisione per una “Europa delle Nazioni, dei valori, della solidarietà e della giustizia”.
L’UEN è diventato il quarto gruppo al parlamento europeo, superando i Verdi e la GUE.
“La nostra soddisfazione – dichiara la Muscardini - non è soltanto per l’aumento numerico ma per la significativa conseguenza del nostro sempre più riconosciuto peso politico all’interno del Parlamento europeo. Come quarto gruppo spettano all’UEN anche nuovi importanti incarichi istituzionali.
AN ha il merito di aver dato vita nel 1999, con i colleghi degli altri Stati, ad un rassemblement che puntualmente ha previsto ed anticipato le scelte sia dei cittadini che della maggioranza dei governi europei e cioè sì ad una unione di Stati, no ad un superstato federale che livelli culture e tradizioni.”
"Nessuno è senza partito". Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, risponde ai giornalisti che gli chiedono se, dopo la confluenza di An nel Pdl, non si senta senza partito.
"Non ho mai creduto - spiega - che il mio percorso politico e culturale, la mia storia, la mia identità, la mia comunità dipendessero da un contrassegno elettorale. Ieri c'era il mio percorso e la mia comunità, oggi c'è il mio percorso e la mia comunità, domani ci saranno ancora".
"Finalmente il gioco è palese: l'accordo è venuto a galla. Le promesse di dialogo con la maggioranza sono solo un grande bluff". E' quanto dichiara Italo Bocchino, vicepresidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera.
"Che ci fosse un filo diretto tra Di Pietro e i massimalisti - aggiunge - lo si coglieva dall'azione demolitrice della sua opposizione urlata e sterile. Ora l'adesione di Rifondazione e del Pdci alla manifestazione dell'8 luglio conferma la volontà di Di Pietro di occupare lo spazio di quell'ala di sinistra massimalista esclusa dal voto popolare dal Parlamento. La rincorsa del Pd equivale ad una fuga verso le estreme, l'esatto contrario di quell'opposizione responsabile che era stata promessa agli italiani e che rimarra' solamente una chimera"
"Non siamo disposti ad accettare alcuna lezione da Veltroni. Mi chiedo perché all'assemblea nazionale del suo partito si sia dilungato a parlare del governo Berlusconi e del Pdl piuttosto che affrontare i guai in casa propria. Il Popolo della libertà ha le idee chiare su come, quando e in quali termini dar via alla fase costituente. Spiace che alla prima occasione utile Veltroni abbia manifestato il suo solito anti berlusconismo, piuttosto che parlare del suo partito che un'anima evidentemente non ha". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.